Archivio mensile:gennaio 2012

Tempi

 “Raffreddore con Febbre”  “Ragazza in periferia”

 “Libera sulla spiaggia”  “Ragazzo decide il suo futuro”

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Celeste

  “Pensiero di un Poliziotto”          “Piove”

  “Il Giovane Vecchio”           “Quiz”

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Povero cuore d’uomo
come farai a non tracimare?

I Magnifici Quattro

Victor disse che era tempo di andare. Il pub doveva chiudere,
La musica finire e picchiò uno stonk sulla saracinesca.
Tre stavano in uno: musica
Blues. Sei mani per quattro
Quarti pronti via e intorno fantasmi
Di ballerine senza veli, profumo
Di mirto.

Stonk

Stava tutto concentrato
L’incantesimo. Contratto
E io vedevo che cresceva.
Stefano teneva la curva, la teneva per i capelli.
Oddio, la notte!
È arrivata e li ha fatti ubriacare.
Vedono sotto i vestiti.

Stonk.

Salvatore è un galantuomo e un ballo non può rifiutarlo.
Musa bella dove mi porti?
E io vedevo anche lei che si passava la lingua sulle labbra
E respirava il colletto al suonatore.
Il suonatore pregava,
La musa beveva come un vampiro.

Stonk.

La musa beveva come un vampiro e fletteva la schiena.

Stonk.

Meglio perderci allora? Mi tuffo nel bicchiere e ritiro le scuse, signorina.

Stonk.

Victor disse che era serio, che non c’era da scherzare e
Guardò fuori con aria preoccupata. La città teneva il fiato un metro sopra le strade.
Non mi piace. Non mi piace per niente, questa è la notte che porta le chiavi.
Se riesce a trovarci decide lei dentro o fuori. Muovete le
Chiappe.

Stonk
Dling

Armando era un lupo, era un indiano piegato sui tamburi.
Con la testa di lupo ringhiava l’idioma del tempo e delle sue perturbazioni.
Tagliava le nuvole di fumo in dodici battute.

Stonk

Se apro le ali adesso volo via, pensai, in fondo siamo tutti
Ammalati di qualcosa.

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Mokowboy

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New York

George cammina new york. Ha la sigaretta bagnata perchè piove, ha le mani impegnate a tenere il giornale, così il fumo gli finisce nel naso e non è una cosa buona. I pantaloni scivolano sotto le scarpe, una pozzanghera li sposa . A pagina cinque grandi lettere titolano che quando piove new york ha lo stesso umore di milano, in fondo alla pagina l’articolo di cui gli ha parlato Marcel: centro specializzato produzione idee. Garantito! Tutte diverse. Prezzi modici. Quanto siamo lontani dalla musica di cuba? Un pianoforte. Tentatore. Un pianoforte e una tromba.
George chiude il giornale sorridendo. Piove ancora vecchio George.
Il tassista canticchia “dos gardenias para ti” e ferma la macchina. Ha bisogno di un passaggio buonuomo?  Non ho ancora trent’anni e già mi lasciano il posto in metropolitana. È per via della faccia, credo, alle volte fa piacere, altre volte no.
Sedili in finta pelle marrone, le cose brutte che mi piacciono, musica latino americana, un rosario allo specchietto, occhi marroni. La strada lo specchietto, la strada lo spacchietto: tutto bene?
Benissimo grazie. St. Stanton Street n° 2 per favore … ma in verità mi sento  come Woody Allen. Signor cubano mi crederebbe se glielo dicessi? Non vede come piove?

N° 2: è un edificio a due piani molto lungo e completamente bianco in mezzo ad un grande prato. Oh !
Le porte di cristallo si aprono da sole scorrendo. Non c’è atrio, solo una grande stanza bianca lunga più di quindici metri, divisa in due da un nastro rosso. A sinistra seggiolini di plastica rossa e una scritta sul muro: donatori; a destra seggiolini verdi e la scritta: compratori. Un uomo con i baffi bianchi la giacca spigata grigia, un dolcevita nero e un cappotto grigio appoggiato sulle gambe, siede in fondo dalla parte dei compratori. Gioca con una sciarpa bianca. Stringe l’ultimo nodo e mostra quello che dovrebbe essere una specie di animaletto accucciato tra le sue mani. George gocciola ancora. Alle sue spalle la porta si apre e si chiude senza fermarsi. George fa un passo avanti la porta smette. Bello! A voce alta. L’uomo sorride incredibilmente contento. Me l ha insegnato la mia cameriera! Di solito li fa con i tovaglioli … vengono meglio.
Scusi, per le informazioni?
Da una porta invisibile esce una ragazza uguale identica a Farrah Fawcett da giovane: vuole vedere come funziona?
Alla sorpresa di George l’uomo risponde con un gesto indicando le telecamere negli angoli.

George e Farrah percorrono corridoi e sbucano su una passerella. Sotto di loro uno stanzone grande come due palestre da pallavolo-calcetto+basket pieno di banchi con persone sedute su seggioline microscopiche. Per ogni tavolo un computer portatile. Alcuni scrivono altri sono abbandonati contro lo schienale. Davanti a loro una immensa scrivania piena di bicchierini di plastica. I muri sono grigi, finestre solo in alto e musica latinoamericana in diffusione.
Vuole che le spieghi?
Fara indossa un tailleur grigio stiratissimo. Appuntata sul colletto una spilla d’oro: la M di Mc Donald.
Questi sono i donatori. Cambiano ogni giorno. Possono tornare al massimo sette volte … per garantire quella che chiamiamo … non me lo ricordo più, mi scusi è il mio secondo giorno quì …  sono così imbarazzata …
Immagino!
insomma per evitare ripetizioni. Lei è donatore o compratore?
Non saprei, ho letto un articolo sul giornale e sono venuto.
Mmmh … capisco … beh mettiamola così: se dona le diamo 50 dollari per idea, se compra ce ne deve dare lei 500.
Dovendo scegliere preferirei di sicuro la prima ipotesi, ma cosa dovrei fare?
Vede quei bicchierini? Quel liquido rosso è una sostanza sintetizzata in laboratorio. Produce effetti molto simili a quelli della marjiuana …
Interessante …
Sì, bene, ad ogni soggetto viene posto un quesito da risolvere. Può essere politico, scientifico … tra i nostri clienti ci sono addirittura alcuni famosi registi che vengono per avere nuove storie da mettere in scena.
Addirittura!?
Sì. Bene, il donatore beve tre dosi ed entra in uno stato che i medici definiscono … definiscono … insomma avrà provato anche lei…
Farrah quando sorride imbarazzata …
Il cervello proietta in questo stato una serie di immagini apparentemente senza significato che il donatore deve solo annotare nel giusto ordine sul suo computer.
Capisce bene che il processo è differente da persona a persona. La vita passata i … i … retaggi culturali e perchè no le religioni, le diete, i gusti personali ne sono il motivo.
E poi?
E poi noi abbiamo il codice.

?

Non mi chieda come si chiama, ma funziona. Nel cervellone le immagini vengono decifrate, rilette nel modo giusto e voilà. È quel famoso tot percento che non sappiamo come utilizzare,
ma loro sì, sì che lo sanno.
… e perchè non ce lo dicono?
Ma signor George c’è il copyright!

Quando George tronò a casa tirò fuori dalle tasche  il prezioso dono di Farrah: tre bicchierini, coperti di carta stagnola stavano sul tavolo in cucina. Bevve e andò subito a dormire.
Sdraiato nel lettone matrimoniale immaginò un hamburger.
Poi il segno più, poi ancora una confezione per hamburger questa volta bianca con un punto esclamativo rosso stampato su un lato. Uno schieramento di persone con delle ventose appiccicate a mo’ di mungitrici sopra la testa.
Una notte movimentata. Il vecchio George si agitava sul materasso. Fuori dal suo appartamento al trecentesimo piano il vento schiaffeggiava con forza raffiche di pioggia contro i vetri e ululava e fischiava e bestemmiava.
E infine fu il silenzio.

Apparve un coro di angeli mulatti e gentili, fatti di ruhm. La musica cubana. Il mare cubano. il tramonto cubano.
Il dolcissimo sorriso di Farrah Fawcett.

Pax Cubana.

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Postumi

8.18
Macerie del povero me
Mi pesano sugli occhi
Che cercano intorno
Con stupore asinino.

Incombono sulle gambe
Che armeggiano
Come paranche.

Sfiato davanti al bar
Mendicante
Catarsi e perdono.
Finalmente brioches,
Mia divina,
Caffeina!

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bonjour madame

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