Archivio mensile:febbraio 2012

Berri

Annunci

Tyron

Tyron era scalzo da sempre e sotto i piedi aveva mappe disegnate dai suoi lunghi viaggi.
Quando si sentiva solo, magari in una stanza di qualche parte a luce soffusa della sua mente, invece di guardare delle fotografie si sedeva sul letto e prendeva i piedi fra le mani.
Li lisciava e li accarezzava ruvidi com’erano.
Tyron aveva piedi sinceri che gli ricordavano dove e cosa era stato. Piedi robusti su cui poteva contare sempre.

Contrassegnato da tag , ,

La Venere

Contrassegnato da tag

Sprot prima edizione

Sproot sprot sprooot con tranquilla baldanza sprotteggio in lungo e in largo, non bado alla gente che rapidamente al naso porta le mani e odio e disprezzo alla mente per me che sprotteggio. È solo invidia perché gonfio col sedere anche il palloncino del carabriniere. Non detestate quel che non conoscete perché il mio sproot è aria di montagna, fragranza di fiori nell’aria ed eccelsa felicità dell’animo che si ripiega ed espand e e e sprrrroot prott prot zampetta e saltella hoopp salta sù e scende dietro dall’altra parte della collina dove anche se sprottt nessuno si sprat e potpotpot segue il treno la giusta direzione fino al mare che lava ah! Lava tutto!
A stella marina sulla spiaggia. Panza all’aria nari bell’e aperte a tirar dentro tutto quello che si può e chi se ne frega se sprot sprootsprooot …

Contrassegnato da tag , ,

Colomba

Contrassegnato da tag

Disattenzioni

Sto sdraiato sul divano. Ad agosto quì non c’è niente da fare.
La televisione definisce l’estate più calda degli ultimi cinquant’anni … e io sudo.
Me ne sto sdraiato su un lato e conto i lumaconi che mi scendono di traverso lungo la schiena. Ci saranno in città un massimo di 30 macchine, non passa nessuno. Potrei commettere un crimine, potrei creare un partito politico ad esempio e nessuno se ne accorgerebbe. Potrei andare nudo per la strada, ciondolare il pistolino fino piazza del duomo e l’unica prova sarebbe la foto di qualche turista.

Me ne sto sdraiato e mi diletto quando a un tratto l’orecchio sinistro,
quello contro la stoffa,
quello che non suda mai,
comincia a sudare.
Ma non in un modo normale … suda … da dentro?
Allora mi siedo. Ci metto una mano.
Che cavolo! Viene fuori un liquido. Un impasto come quello per fare le crepes, solo c’è troppo latte e il colore è un po’ più verde.

Vacca in fiamme! Mi si sta squagliando il cervello?!
Non ci credo. Tappo i padiglioni ma scende lo stesso. Adesso comincia anche dall’altro lato. Lente gocce di cervello mi rotolano sugli avambracci e cadono dai gomiti al tappeto. Questo non va più via,  penso, devo fare qualcosa.
Vado in cucina e metto due scodelle sul tavolo a raccogliere.
Che casino, caldo fottuto, effetto serra dei miei coioni, ora cosa faccio?

La prima idea è quella di combattere il problema in modo logico: tampono le orecchie con lo scottex, giro al massimo la rotella del freezer e infilo la testa nel cassetto dei surgelati e del mirto. Basta mezz’ora perchè i primi effetti comincino a vedersi: il flusso rallenta sempre di più fino a fermarsi.
La massa grigia, quella rimasta, si congela in 75 minuti.
È un successo … ma la questione è ancora ben lontana dall’essere risolta.
Potrei abbassare la temperatura della stanza e aspettare l’arrivo di un medico o dell’inverno … ma così morirei assiderato e poi non saprei come farlo. Potrei mettere la testa nel congelatore a intervalli regulair di 40 minuti, ma gli sbalzi di temperatura danneggerebbero il danneggiabile e mi buscherei di certo un raffreddore.

Prendo allora a sfogliare dei manuali di biologia, fisiologia, chimica applicata e fisica, quelli che ho in casa. Apprendo che per un qualche inspiegabile motivo, la temperatura di fusione del mio povero cervello deve essersi abbassata e che il caldo straordinario di questa estate mi sta giocando un tiro mancino.
Nessuna traccia di soluzione.

Penso di sigillarmi le orecchie con della cera, ma mi brucerei o rimarrei comunque mezzo sordo fino all’autunno. E poi? L’estate dopo? No, il rimedio deve essere definitivo. Considero la possibilità di depressurizzarmi la scatola cranica.  Giusto qualche giorno fa ho acquistato una di quelle trappole che si usano per mettere sotto vuoto gil alimenti … ma sarebbe pericoloso: i timpani potrebbero cedere, lacerarsi. Devo considerare questa evenienza.

Me ne sto lì, coi pantaloncini, le calze e la maglietta. Me ne sto coi capelli duri, omaggio al miglior Tatlin. Me ne sto, rimasticando.

Me ne sto e in quel momento arriva: come il capo giusto da tirare per risolver la matassa e il nodo, arriva l’idea. Quel liquido che tanto ricorda l’amalgama per le omelettes io lo potrei cuocere! Ma sicuro. Fissato per sempre nella forma di una grande polpetta … Geniale!

Manca solo di verificare l’idea. Prendo una padella e la metto a scaldare sul fuoco. Una noce di burro, come d’obbligo in ogni ricetta che si rispetti, e dopo alcuni istanti verso dalle scodelle il materiale precedentemente raccolto.
Funziona! Lascio dorare … e poi giro la crepe. Ha un aspetto ottimo.
La condisco con zucchero e limone e me la mangio prima che si freddi.

La mia intuizione è applicabile.
Il fatto di avere anche recuperato una parte di cervello che ritenevo ormai persa è una vera iniezione di ottimismo. Così accendo il forno e fisso la manopola sui 180 C°. Lascio scaldare per alcuni minuti. Apro lo sportello e ci ficco dentro la testa.

Contrassegnato da tag , , ,

Estmltis

Elefante gigante tinge la criniera di rosa per apparire migliore dei suoi compari nel recinto.

Suoi compari fan la fritata e i buten denter l’elefante gigante.

Topo poliziotto beve troppo e dimentica la pistola nel pub.

Musicista uomo suona contrabbasso come una scimmia.

Latte andato a male per troppo stress.

Treni sempre in ritardo.

Il fumo fa male.

Spostati!

Contrassegnato da tag , , , ,