Disattenzioni

Sto sdraiato sul divano. Ad agosto quì non c’è niente da fare.
La televisione definisce l’estate più calda degli ultimi cinquant’anni … e io sudo.
Me ne sto sdraiato su un lato e conto i lumaconi che mi scendono di traverso lungo la schiena. Ci saranno in città un massimo di 30 macchine, non passa nessuno. Potrei commettere un crimine, potrei creare un partito politico ad esempio e nessuno se ne accorgerebbe. Potrei andare nudo per la strada, ciondolare il pistolino fino piazza del duomo e l’unica prova sarebbe la foto di qualche turista.

Me ne sto sdraiato e mi diletto quando a un tratto l’orecchio sinistro,
quello contro la stoffa,
quello che non suda mai,
comincia a sudare.
Ma non in un modo normale … suda … da dentro?
Allora mi siedo. Ci metto una mano.
Che cavolo! Viene fuori un liquido. Un impasto come quello per fare le crepes, solo c’è troppo latte e il colore è un po’ più verde.

Vacca in fiamme! Mi si sta squagliando il cervello?!
Non ci credo. Tappo i padiglioni ma scende lo stesso. Adesso comincia anche dall’altro lato. Lente gocce di cervello mi rotolano sugli avambracci e cadono dai gomiti al tappeto. Questo non va più via,  penso, devo fare qualcosa.
Vado in cucina e metto due scodelle sul tavolo a raccogliere.
Che casino, caldo fottuto, effetto serra dei miei coioni, ora cosa faccio?

La prima idea è quella di combattere il problema in modo logico: tampono le orecchie con lo scottex, giro al massimo la rotella del freezer e infilo la testa nel cassetto dei surgelati e del mirto. Basta mezz’ora perchè i primi effetti comincino a vedersi: il flusso rallenta sempre di più fino a fermarsi.
La massa grigia, quella rimasta, si congela in 75 minuti.
È un successo … ma la questione è ancora ben lontana dall’essere risolta.
Potrei abbassare la temperatura della stanza e aspettare l’arrivo di un medico o dell’inverno … ma così morirei assiderato e poi non saprei come farlo. Potrei mettere la testa nel congelatore a intervalli regulair di 40 minuti, ma gli sbalzi di temperatura danneggerebbero il danneggiabile e mi buscherei di certo un raffreddore.

Prendo allora a sfogliare dei manuali di biologia, fisiologia, chimica applicata e fisica, quelli che ho in casa. Apprendo che per un qualche inspiegabile motivo, la temperatura di fusione del mio povero cervello deve essersi abbassata e che il caldo straordinario di questa estate mi sta giocando un tiro mancino.
Nessuna traccia di soluzione.

Penso di sigillarmi le orecchie con della cera, ma mi brucerei o rimarrei comunque mezzo sordo fino all’autunno. E poi? L’estate dopo? No, il rimedio deve essere definitivo. Considero la possibilità di depressurizzarmi la scatola cranica.  Giusto qualche giorno fa ho acquistato una di quelle trappole che si usano per mettere sotto vuoto gil alimenti … ma sarebbe pericoloso: i timpani potrebbero cedere, lacerarsi. Devo considerare questa evenienza.

Me ne sto lì, coi pantaloncini, le calze e la maglietta. Me ne sto coi capelli duri, omaggio al miglior Tatlin. Me ne sto, rimasticando.

Me ne sto e in quel momento arriva: come il capo giusto da tirare per risolver la matassa e il nodo, arriva l’idea. Quel liquido che tanto ricorda l’amalgama per le omelettes io lo potrei cuocere! Ma sicuro. Fissato per sempre nella forma di una grande polpetta … Geniale!

Manca solo di verificare l’idea. Prendo una padella e la metto a scaldare sul fuoco. Una noce di burro, come d’obbligo in ogni ricetta che si rispetti, e dopo alcuni istanti verso dalle scodelle il materiale precedentemente raccolto.
Funziona! Lascio dorare … e poi giro la crepe. Ha un aspetto ottimo.
La condisco con zucchero e limone e me la mangio prima che si freddi.

La mia intuizione è applicabile.
Il fatto di avere anche recuperato una parte di cervello che ritenevo ormai persa è una vera iniezione di ottimismo. Così accendo il forno e fisso la manopola sui 180 C°. Lascio scaldare per alcuni minuti. Apro lo sportello e ci ficco dentro la testa.

Annunci
Contrassegnato da tag , , ,

3 thoughts on “Disattenzioni

  1. cirinciampai ha detto:

    non ti sei fritto il cervello? lo hai fatto al forno?
    decisamente light, scelta salutare, bravo!

  2. nico ha detto:

    “Cervello arrosto” suona meglio.
    Se il tuo forno ha due posti l’estate prossima fai un fischio: a prescindere dal fatto che il mio cervello fuoriesca dalle orecchie o meno.
    Tanto può deteriorarsi anche senza diventare liquido e verde. :/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: