Archivio mensile:marzo 2012

Non ho niente da dire

Armate le armi, liberate le sicure, c’incamminammo verso la duna.
Era molto alta la Luna
Cervelli di cemento, ci trascinavamo nella sabbia.
Ad ogni passo la duna scendeva negli scarponi.
Noi la scalciavamo e lei ci mangiava.
Era il punto dove la grammatica voleva inalberarsi ad afferrare il vento.
Quando allo stremo, preda della collera, tentò di allungarsi ancora, udimmo uno schiocco.
Allora come un tendine si spezzò.
E vedemmo cadere giù tutte le parole e la maggior parte del senso delle cose.

Nessuno morì.

Questo più di ogni altra cosa ci spaventò. Insieme al fatto che mancarono le direzioni.
Ci fu chiaro però che adesso non era un concetto. Era sabbia ed era duna e di lì a poco sarebbe stato altro.

Contrassegnato da tag

Fondo

  ” Tipo sociale 1 ”      ” Tipo sociale 2 ”

  ” Uomo del Circo ”     ” Pezzo d’uomo “

Contrassegnato da tag

Menta forte

Quando temevo di più il giudizio delle persone sapevo mentire meglio.

Contrassegnato da tag , ,

Click

   “Ragazzo Innamorato”       “Simenon”

  “Slittino”                           “Sopra e Sotto”

Contrassegnato da tag

Così sia

Saltò la prima macchina scivolando sul culo. Si sentì fottutamente poliziotto americano ma, ironia della sorte, era solo il ladro di Milano. Rubata la chitarra era filato diritto nella diagonale dell’incrocio e s’era fatto così vedere troppo. Li aveva dietro, adesso, e chi dice che il poliziotto porta la pancia sopra la cintura non conosce Rhum & Cola. Rhum nato a Cusano Milanino a 14 anni faceva il portiere e Cola gli segnava quasi mai anche se era il più bravo a calciare il pallone. Perchè erano nati fratelli da famiglie diverse e sapevano pensare insieme.
L’alcoolico scivolò a destra, l’altro saltò dietro il Fattorino.

Lui, Fattorino, non sapeva suonare bene ma lo faceva di lavoro e in una rissa al bar del Piero glie l’avevano rotta in due e dopodomani era venerdì anche nei navigli. Fattorino Fattorino guarda che razza di casino, si diceva stringendo il collo allo strumento con la mano sudata che scivolava su e giù. Fattorino Fattorino, ma non c’era una strada più corta da correre? Andiamo avanti fino a notte! Sono già le sei e mezza e questa sembra la periferia. Corro da tutto un pensiero lungo che mi era cominciato dopo i 16 anni. (Mi sembra che corro per un corridoio)

Prese il portone di una casa senza piani e pianerottoli. Contò 50 scalini dieci volte  e guardò di sotto il poliziotto calvo l’aveva nel mirino, soffiava, Rhum, l’altro continuava a salire. Hey amigos que quieres? No soy un bandido, necessito que viver!
Pum! el primero bussolotto e pam el secundo e Pum! el terzero.
no no no fischia l’Arbitron che no es costume di sparar per stanchessa.

allora si ricomincia

Altri scalini e Rhum rimane indietro e sbuffa, no guarda più in alto, solo gli spigoli degli scalini e le punte dei piedi per non inciampare e chiama il Cola Cazzo! Cola! e il Cola non risponde, arriva, l’alcoolico,

finalmente

al pianerottolo e il corridoio settantatrè porte di legno, cinquantadue neon vecchi, 40 fulminati , le pareti sbavate dal tempo, fumi e cose altre. Una finestra come un puntino in fondo. L’alcoolico cammina, ci mette quindici minuti.

Il Cola è seduto per terra e si tiene le ginocchia e fuma una sigaretta, benedetto dalla luce di taglio della finestra che si beve il suo cocktail de tramunto y polvere.
Fattorino non si vede. Dov’è?
Ascolta: c’è musica nella stanza, fattorino non ha speranza.
Rhum prende fuori la fiaschetta dello spirito, siede e baratta per un’altra sigaretta.
Si fermano così e pensano al punto del tempo in cui si trovano, e in questa ottica tutto è una decisione che si può prendere.

Fattorino tiene stretta la sua amante e la bacia come un’albicocca
Fattorino sente male come un mal di denti.
Fattorino diobono!
Fattorino apre la porta.

Rhum & Cola gli hanno lasciato una sigaretta.
“Fattorino, così sia”
l’hanno pensato insieme prima di andare via.

Contrassegnato da tag ,