Non ho niente da dire

Armate le armi, liberate le sicure, c’incamminammo verso la duna.
Era molto alta la Luna
Cervelli di cemento, ci trascinavamo nella sabbia.
Ad ogni passo la duna scendeva negli scarponi.
Noi la scalciavamo e lei ci mangiava.
Era il punto dove la grammatica voleva inalberarsi ad afferrare il vento.
Quando allo stremo, preda della collera, tentò di allungarsi ancora, udimmo uno schiocco.
Allora come un tendine si spezzò.
E vedemmo cadere giù tutte le parole e la maggior parte del senso delle cose.

Nessuno morì.

Questo più di ogni altra cosa ci spaventò. Insieme al fatto che mancarono le direzioni.
Ci fu chiaro però che adesso non era un concetto. Era sabbia ed era duna e di lì a poco sarebbe stato altro.

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6 thoughts on “Non ho niente da dire

  1. pyperita ha detto:

    Potresti scriverlo come se parlassi ad un bambino di 4 anni? :)

    • è difficile.
      è un’operazione di cui mi pento tutte le volte perché per fretta o per pigrizia finisco sempre a semplificare troppo.
      comunque ci provo …

      Titolo: non è una cosa che si può spiegare a parole.

      Eravamo pronti a combattere perché quello era il modo in cui avevamo imparato a vivere.
      Ci eravamo incamminati attraverso un mondo che per noi era un deserto perché quel che ci importava era solo il risultato.
      La luna brillava nel cielo e ci benediceva con luce pietosa.
      Scalavamo montagne di sabbia e le odiavamo per la fatica che ci obbligavano a fare.
      E pure non era quello il giusto bersaglio. Il nostro impeto era inutile e faceva peggiorare tutto.
      Noi volevamo possedere il significato delle cose. Quando sfiniti e furenti producemmo l’estremo sforzo, la mente non bastò e cedette di schianto. Schioccò come un tendine che si spezza. E come il corpo carico di muscoli s’affloscia senza sostegno, così corollarono le nostre teorie e l’immagine che noi avevamo deciso per il mondo.
      E caddero giù i nomi che avevamo dato alle cose e gli schemi secondo cui le avevamo semplificate.
      Pensammo che saremmo morti.
      Che il mondo sarebbe svanito.
      Ma il mondo era ancora lì. Senza nomi, senza spiegazioni esisteva nel presente con un’evidenza e una forza che non avevamo mai conosciuto. Sperimentammo così che adesso non era una definizione o un concetto che si può spiegare a parole. Era realtà.

      ciao

  2. pyperita ha detto:

    Impressionante. Bravo. bravissimo.

  3. gabrowski ha detto:

    Veramente bravo per essere un adulto. I bambini ci arrivano subito ma non lo dicono a parole e spesso superano la realtà.
    Ci incrociammo un dì…

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